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E’ in corso l’esposizione dei lavori del prof. Pietro Ricca, siciliano
di nascita ma ormai da molti anni in Veneto.

L’inaugurazione è prevista il prossimo gennaio 2012

” Per sua natura l’illustrazione pubblicitaria è frutto della mediata interazione tra alcuni personaggi e situazioni: il committente che deve comunicare un messaggio, l’art director che ha un’idea ed esige che venga rispettata, il copywriter che scrive i testi e pretende di avere una propria  “visibilità”, il tipografo che nella fase di stampa  spesso “carica” troppo qualche colore o “brucia” i segni più sottili;  “l’editore”  del supporto mediatico ( una rivista ? un catalogo? un poster ? ) e l’illustratore che spesso deve intervenire all’ultimo momento, con tempi ristretti e poca autonomia creativa.
Nella grafica d’arte si può avere la fortuna di operare con maggiore libertà: il grafico è contemporaneamente il committente, lo sceneggiatore, l’art-director, il tipografo, ecc…(salvo poi la necessità di reperire il gallerista ed eventuali sponsor ).
I “prodotti della grafica d’arte” nascono pertanto dalla necessità di “gestire” l’intero processo creativo – operativo.  Chi vi si dedica tende ancora ad operare con una specifica manualità, mentre il mercato va verso un continuo aggiornamento nelle tecniche informatiche digitali che utilizzano immagini virtuali, colori virtuali, supporti

virtuali.
In quanto grafico d’arte, io tento di recuperare gesti e procedure “arcaiche” che vado acquisendo continuamente, frequentando gli studi dei colleghi più “anziani”, oltre a corsi e stages specifici sulla calligrafia creativa, il  “libro d’artista” e volti ad apprendere i vari trucchi per risparmiare tempo e rimediare agli inevitabili errori, il tutto condito anche con un po’ di sana fatica fisica e, alla fine, con l’antico piacere che si prova quando, sollevato dalla matrice il foglio stampato, il risultato soddisfa le nostre aspettative, qualche volta anche con piacevoli effetti casuali non
previsti.
Ho iniziato a lavorare nel settore della grafica pubblicitaria, come grafico illustratore “free-lance”, fin dai primi anni ’70, quando, nelle tipografie, assieme alla tecnica offset era largamente usata quella tipografica, intanto frequentavo la facoltà di Architettura di Venezia.
Spesso mi capitava di frequentare laboratori per consegnare progetti o correggere  bozze e, a distanza di anni, mi è rimasto il fascino di quegli ambienti dove era ancora attiva qualche linotype con il banco di fusione, con tanti tecnici indaffarati e l’onnipresente odore di petrolio e inchiostro. Appena ho potuto, ho attrezzato una parte del mio studio con un tirabozze tipografico e, tra un lavoro di illustrazione e l’altro, mi diverto ad incidere il linoleum o il legno
ed a stampare, giocando anche sulla casualità dei colori.
I disegni esposti nella cartella non sono altro che le immagini che quotidianamente troviamo riprodotte  per impreziosire la comunicazione o rendere appetibile un prodotto commerciale. Non per questorichiedono meno cura e attenzione, anzi, come tutte le immagini riprodotte, possono essere viste da migliaia di persone che devono restarne esteticamente appagate, secondo gli scopi precipui della grafica.
Il materiale esposto nelle cartelle è stato impaginato e distribuito, nei limiti del possibile,  per tipologie tematiche: immagini con figure umane, immagini con oggetti, immagini con architetture e paesaggi, ecc. in modo che sia immediatamente leggibile la tecnica di rappresentazione correlata al soggetto della comunicazione. Infatti,
l’illustrazione che servirà per un poster avrà le sue specificità formali, ad esempio le maggiori dimensioni o la “forza” espressiva del “segno”; un’illustrazione per bambini o ragazzi avrà le sue caratteristiche specifiche (un Manuale della Sicurezza a Scuola sarà, ad esempio, diverso da quello per gli operatori di un’industria ).
Allo stesso modo, un’incisione su linoleum permette di utilizzare meno segni, ma più spessi di un’ illustrazione a china o in acquaforte; un’illustrazione ad acquerello difficilmente permette la definizione di un’ illustrazione realizzata con la tempera  e così via.
Naturalmente, a prescindere della tecnica,  che per la grafica d’arte è rappresentata dalla xilografIa su legno o linoleum, dall’acquaforte e simili, mentre  per l’illustrazione è data dal pastello, dalla china, dal grattage, dall’acquerello, tuttavia lo stile delle mie produzioni è lo stesso o, comunque, presenta alcune costanti come la
minuziosità e la definizione dei dettagli.
Penso che questa sia una fortuna per un grafico a cui, in una realtà periferica come Venezia, venga richiesta la più ampia versatilità sia nell’uso delle tecniche grafiche che dei generi. ”

Pietro Ricca

“Pietro Ricca illustra un suo mondo spaziando liberamente dall’antico al moderno, filtrando le immagini attraverso il suo particolare punto di vista di osservatore arguto ed originale.

Che si tratti di soggetti letterari o di illustrazioni ironiche di costume, di scene di genere o di paesaggi simbolici, l’arte di Ricca è sempre un ‘arte di “idee” che si manifesta con un linguaggio incisivo e tagliente.

Più che la lettura sensibile della realtà e le impressioni cromatiche, che Ricca sapientemente coglie a colpo d’occhio, ciò che conta veramente per la sua arte è la consapevolezza intellettuale, capace di trasformare le immagini in metafore o in equivalenti formali.

L’opera xilografica di Ricca è quella che a mio avviso mette in luce più significativamente la sua sorprendente capacità di sintesi grafica e di percezione cromatica reale e immaginaria. Queste caratteristiche si accentuano in particolare con la disciplina stessa della Stampa a Rilievo (intaglio su legno o linoleum), che richiede all’incisore dì esprimersi attraverso il puro contrasto del bianco e del nero, in un linguaggio a tinte forti ed espressive, che Ricca sembra privilegiare.

L’abilità nell’intaglio, l’intuizione, la sensibilità e soprattutto “l’idea” sono gli ingredienti che fanno della grafica di Ricca un’arte densa di vitalità e di impatto comunicativo. Ciò che continua a stupire nelle immagini di Ricca è quanto armoniosamente possano fondersi assieme la più antica e tradizionale delle discipline di stampa ed il più attuale e diretto dei linguaggi espressivi.”

Matilde Dolcetti